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	<title>homoradix &#124; idee &#38; azioni per cercatori di alberi</title>
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	<description>Chi ha imparato ad ascoltare gli alberi, non desidera più essere un albero</description>
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		<title>homoradix &#124; idee &#38; azioni per cercatori di alberi</title>
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		<title>Parco del Castello di Rivalta di Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 19:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Valerio Edizioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITINERARI]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ricchezza botanica completamente inaspettata Rivalta di Torino è un comune con diciannovemila abitanti dislocato intorno alla città di Torino. Confinante con Orbassano e Rivoli, occupa la parte terminale della pianura che circonda il capoluogo, prima dell’inizio delle valli e della alpi Cozie. Al suo centro esiste, da mille anni, un castello, saccheggiato dall’esercito del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5347&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="http://homoradixnew.files.wordpress.com/2012/02/rivalta_giardinibassi_fratus_2012_b.jpg?w=479&#038;h=640" src="http://homoradixnew.files.wordpress.com/2012/02/rivalta_giardinibassi_fratus_2012_b.jpg?w=479&#038;h=640" alt="" width="479" height="640" /></p>
<p><strong>Una ricchezza botanica completamente inaspettata</strong></p>
<p>Rivalta di Torino è un comune con diciannovemila abitanti dislocato intorno alla città di Torino. Confinante con Orbassano e Rivoli, occupa la parte terminale della pianura che circonda il capoluogo, prima dell’inizio delle valli e della alpi Cozie. Al suo centro esiste, da mille anni, un castello, saccheggiato dall’esercito del Barbarossa venne fu in seguito proprietà di diverse famiglie, in principal modo gli Orsini, che ne furono padroni fino al 1823 quando venne acquistato dal conte Cesare Della Chiesa di Benevello, agronomo e letterato, cofondatore della Società promotrice delle belle arti di Torino di cui fu anche presidente. L’edificio venne restaurato e si costruì il parco, su due piano: quelli che possiamo chiamare i giardini alti che occupano la parte interna della proprietà, e i giardini bassi che degradano all’esterno calando a livello della pianura circostante. Qui sono state ospiti diverse personalità: ad esempio nel 1836 Honoré De Balzac, lo scrittore francese di <em>Papà Goriot</em> e <em>Il giglio nella valle</em>, e Massimo D’Azeglio. Gli ultimi proprietari, la famiglia Pogliano, hanno ceduto parco ed edificio al comune che li ha restaurati; il castello è stato riaperto nel 2008. Il parco è attualmente in fase di recupero, ospita alberi secolari e monumentali (ancora in attesa di riconoscimento). Ho avuto modo di scoprire questo luogo grazie a Gabriella Cibin, anima dell’Associazione di Evolontari Rivaltesi. Grazie a lei e agli assessori alla cultura e all’ambiente del comune una mia mostra fotografica, allestita dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, è stata ospite nel castello, lo scorso mese di settembre.</p>
<p>Completamente inaspettata è la ricchezza botanica del piccolo parco che ospita platani, querce, cipressi di varia specie, bossi e carpini secolari, ippocastani, aceri, pini neri, abeti rossi, faggi, cedri himalayani e dell’Atlante, ginkgo e molte altre specie. Gli esemplare totemici sono una gigante <em>Magnolia grandiflora</em>, un <em>Taxodium disticum</em> monumentale, una sequoia della California ed un<em>Taxus baccata</em> ultrasecolare. La magnolia è senza dubbio una delle maggiori della regione e del nord Italia, ha un tronco di 380 cm, con chioma che arriva a toccare i sedici metri di altezza, mentre le ramificazioni più basse sono sostenute da otto pali in ferro. Occupa una posizione centrale nei giardini alti, a pochi passi dall’ingresso nelle sale che il comune ha adibito a centro espositivo. Sono tornato a visitare il parco in una giornata di neve e vento siberiano, per misurare alcuni tronchi e visitare i giardini bassi. Ho così scoperto la presenza del tassodio o cipresso calvo: sei metri di circonferenza, un tronco fessurato verticalmente che mostra l’ampia cavità presente all’interno. L’albero ha una crescita veemente, che attualmente supera i venti metri, spicca in mezzo al lucore della neve con il tronco rossastro, che sale e si allarga nelle sue branche primarie. Era ancora più alto, un recente intervento ne ha ridotto la chioma di oltre dieci metri, per garantirne la stabilità. Il parco ospita due sequoie della California (<em>Sequoia sempervirens</em>): la maggiore si trova nei giardini bassi, doppia, si divarica alla base crescendo a “v” come una di quelle al giardino del castello di Agliè, o come la più celebre, la monumentale sequoia gemella del parco del castello di Sanmezzano, nel fiorentino; presenta cinque metri di circonferenza del tronco e trentacinque di altezza. La seconda si trova nei giardini alti, è più piccola, singola, malata: seccaggine della chioma e sfarinamento dell’impianto radicale emerso. Il tasso occupa la parte più esterna dei giardini alti, oltre i faggi rossi e le querce, presenta una crescita arbustiva e non un unico tronco centrale come il patriarca della specie in regione, il tasso di Cavandone. Credo che sia l’esemplare più vecchio, con due secoli (se non più) di vita.</p>
<br />Filed under: <a href='http://homoradix.wordpress.com/category/itinerari/'>ITINERARI</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/homoradix.wordpress.com/5347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/homoradix.wordpress.com/5347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/homoradix.wordpress.com/5347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/homoradix.wordpress.com/5347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/homoradix.wordpress.com/5347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/homoradix.wordpress.com/5347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/homoradix.wordpress.com/5347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/homoradix.wordpress.com/5347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/homoradix.wordpress.com/5347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/homoradix.wordpress.com/5347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/homoradix.wordpress.com/5347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/homoradix.wordpress.com/5347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/homoradix.wordpress.com/5347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/homoradix.wordpress.com/5347/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5347&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Big Trees of California (1907)</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 19:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Valerio Edizioni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Homo Radix" src="http://homoradixnew.files.wordpress.com/2012/02/bigtreesofcalifornia_1907.jpg?w=302&#038;h=400" alt="" width="302" height="400" /></p>
<p><strong>Il primo libro dedicato agli alberi monumentali della storia</strong></p>
<p>Sono anni che cerco informazioni inerenti alle prime pubblicazioni dedicate ai grandi alberi. Se da un lato è un dato assodato che i primi assemblaggi di testi dedicati agli alberi e alle essenze arboree risalgono a Teofrasto, allievo di Aristotele e altrettanto assodato è il fatto che diversi botanici e protoscienziati dei secoli XVI, XVII, XVII e XIX hanno citato nei propri diari di viaggio, nelle proprie opere sistematiche, alcuni esemplari di alberi maestosi – nel gruppo vanno citati quantomeno Joseph Banks, <a class="zem_slink" title="Alexander von Humboldt" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Alexander_von_Humboldt" rel="wikipedia">Alexander von Humboldt</a> e Charles Darwin. Diversi scrittori, in varie parti del globo, hanno dedicato agli alberi poesie, testi, testimonianze come ad esempio George Sand che scriveva della foresta di Fontainebleau a metà Ottocento ed  <a class="zem_slink" title="Edmondo De Amicis" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Edmondo_De_Amicis" rel="wikipedia">Edmondo de Amicis</a> della Serva o Selva di Chambons nel pinerolese, dove sono tutt’oggi ospiti alcuni larici di 500-600 anni. Ma quando è stato scritto il primo libro esclusivamente dedicato ad alberi di grande dimensione? Scrivendo un nuovo libro dedicato alle sequoie d’Italia ho deciso di dedicare un capitolo alla storia, davvero molto affascinante, della loro scoperta e valorizzazione in <a class="zem_slink" title="California" href="http://maps.google.com/maps?ll=37.0,-120.0&amp;spn=10.0,10.0&amp;q=37.0,-120.0 (California)&amp;t=h" rel="geolocation">California</a>. Leggendo <em>Moltitudine inarrestabile</em> di Paul Hawken è saltato fuori il nome di <a class="zem_slink" title="Glen Clark" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Glen_Clark" rel="wikipedia">Glen Clark</a>, che l’economista americano cita soltanto come esempio negativo di sfruttamento delle sequoie. Sono andato poi a scovare in internet alcune informazioni ed è uscito fuori che questo Clark ha avuto un’esistenza lunga, sfortunata quanto incredibile.  Nasce nel 1814 in una cittadina del New Hampshire che si chiama Dublino, da giovane inizia subito a migrare per cercare fortuna nel West, sotto il vasto cielo del Missouri incontra Rebecca McCoy e la sposa. E siamo già, per suoni e ambientazioni, nella mitologia della conquista, nel mito della frontiera, quel mito che il protagonista di <em>Balla coi lupi</em> stava già osservando alla fine della storia. Sua moglie muore dopo pochi anni, così Clark se ne va in California arrivandovi nel 1848, in tempo per la corsa dell’oro, la Gold Rush, che porterà anche diversi australiani a cercare fortuna – ed ecco l’arrivo degli eucalitti in terra americana. Ma nel ’53 si ammala, gravemente, infezione polmonare, tubercolosi, il dottore gli dà sei mesi di vita. L’unico consiglio era un clima adatto e restare all’aperto. Su sposta nella cittadina di Wawona, nel nord dello stato, e qui inizia a girare nelle foreste di sequoia, scoprendo il <a class="zem_slink" title="Mariposa Grove" href="http://maps.google.com/maps?ll=37.5166666667,-119.6&amp;spn=0.01,0.01&amp;q=37.5166666667,-119.6 (Mariposa%20Grove)&amp;t=h" rel="geolocation">Mariposa Grove</a>, in quello che oggi è il parco di Yosemite. Tant’è che la prima delle sequoie che lui vide oggi ne porta il nome, <a class="zem_slink" title="Galen Clark" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Galen_Clark" rel="wikipedia">Galen Clark</a> Tree, alta 240 piedi e con u diametro del tronco di oltre quindici metri. Nel giro di pochi anni quest’uomo si salvò la vita e divenne uno se non il massimo esperto di sequoie. Insegnava, comunicava e scriveva lettere al Congresso degli Stati Uniti fino a quando non trovò sostegno a parte di un senatore californiano. E’ Abramo Lincoln a decidere di promulgare una legge di tutela: nasce così lo <a class="zem_slink" title="Yosemite National Park" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yosemite_National_Park" rel="wikipedia">Yosemite Grant</a>, grazie alla cessione del territorio «<em>to be left inalienable for all time</em>», ovvero «<em>inalienabile per sempre</em>». Che parole forti per un paese che era appena uscito da una devastante guerra civile!</p>
<p>Clark resta in povertà per tutta la vita. Dirige un hotel con servizio di guida – oggi diremmo turistica – ma senza grande fortuna. Nel corso delgi ultimi dieci anni della sua vita Clark scrive tre libri dedicati allo Yosemite: <em>Indians of the Yosemite</em> (1904), <em>Big Trees of California</em> (1907) e <em>The Yosemite Valley</em> (1910). <em>The Big Trees of California</em> (1907) può essere considerato, storicamente, la prima pubblicazione dedicata esclusivamente ai grandi alberi mai fatta. Il mio caro amico Valido Capodarca, che iniziò la propria avventura editoriale nei primi anni Ottanta, sostiene che il suo libro dedicato agli alberi monumentali della Toscana sia stato il primo al mondo, ma questa volta sono costretto a smentirlo. Il contenuto del libro è tra l’altro visionabile in internet, al sito<br />
<a href="http://www.yosemite.ca.us/library/big_trees_of_california/">http://www.yosemite.ca.us/library/big_trees_of_california/</a></p>
<p>Una vera galleria di rilevamenti e riflessioni. Due dati fra i tanti mi colpiscono: età e nomenclatura. La stima dei più vecchi alberi viene alzata a seimila anni. Oggi sappiamo che molti di questi patriarchi, qui presentati per la prima volta al mondo, o più modestamente ai pochi lettori della California e di qualche città dove il libro sarebbe potuto pervenire, hanno tremila anni. Per quanto riguarda la nomenclatura Clark riporta questo elenco:<br />
<em><a class="zem_slink" title="Sequoiadendron" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sequoiadendron" rel="wikipedia">Wellingtonia Gigantea</a></em> – Lindley, 1853<br />
<em>Sequoia Gigantea</em> – Decaisne, 1854<br />
<em>Taxodium Washingtonianum</em> – Winslow, 1854<br />
<em>Sequoia Wellingtonia</em> – Seaman, 1855<br />
<em>Sequoia Washingtoniana</em> – Winslow and Sudworth, 1898<br />
Clark conclude che l’ultima declinazione, <em>Sequoia Washingtoniana</em>, è quella che oramai andava per la maggiore. La nomenclatura attualmente adottata, <em>Sequoiadendron giganteum</em>, è stata coniata nel 1939 dal botanico statunitense John Theodore Buchholz. Curioso che il <a class="zem_slink" title="State Forestry Corps" href="http://www.corpoforestale.it" rel="homepage">Corpo Forestale dello Stato</a>, nella campagna degli alberi monumentali degli anni Ottanta (del XX secolo) abbia adottato la soluzione <em>Sequoia gigantea</em> che sembrava già superata otto decenni prima.<br />
Il libro è dotato di bellissime fotografie in bianco e nero che testimoniano alcuni grandi giganti della specie.</p>
<p>Interessantissimi i dati segnati in apertura di volume:<br />
Titolo: <em>The Big Trees of California</em> (I Grandi Alberi della California)<br />
Sottotitolo: <em>Their History e Characteristics</em> (La loro storia e le loro caratteristiche)<br />
Autore: Galen Clark<br />
Presentazione: Discoverer of the Mariposa Grove of Big Trees, Author of <em>Indians of the Yosemite</em>, and for many years Guardian of the Yosemite Valley (Scopritore del Masriposa Grove of Big Trees, autore di Indiani dello Yosemite, e per molti anni Guardiano della Valle Yosemite).<br />
Illustrated from Photographs (Volume illustrato)<br />
Data e luogo di edizione: <a class="zem_slink" title="Yosemite Valley, California" href="http://maps.google.com/maps?ll=37.7433333333,-119.575833333&amp;spn=0.1,0.1&amp;q=37.7433333333,-119.575833333 (Yosemite%20Valley%2C%20California)&amp;t=h" rel="geolocation">Yosemite Valley, California</a>, 1907.<br />
.<br />
Clark si dilettava con i versi, non aveva la pretesa di essere considerato un poeta ma scrisse il prologo in versi, concludendo così:</p>
<p>And I’ve been to the groves of Sequoia Big Trees,<br />
…..Where beauty and grandeur combine,</p>
<p>Grand Temples of Nature for worship and ease,<br />
…..Enchanting, inspiring, sublime!</p>
<p>E sono stato nel bosco delle grandi sequoie,<br />
…..Dove la bellezza e la grandezza si mischiano,</p>
<p>Grandi templi della Natura da adorare,<br />
…..Capaci di generare incanto, ispirazione, sublimi!</p>
<br />Filed under: <a href='http://homoradix.wordpress.com/category/letteratura-alberale/'>LETTERATURA ALBERALE</a> Tagged: <a href='http://homoradix.wordpress.com/tag/california/'>California</a>, <a href='http://homoradix.wordpress.com/tag/clark/'>Clark</a>, <a href='http://homoradix.wordpress.com/tag/galen-clark/'>Galen Clark</a>, <a href='http://homoradix.wordpress.com/tag/glen-clark/'>Glen Clark</a>, <a href='http://homoradix.wordpress.com/tag/mariposa-grove/'>Mariposa Grove</a>, <a href='http://homoradix.wordpress.com/tag/yosemite/'>Yosemite</a>, <a href='http://homoradix.wordpress.com/tag/yosemite-national-park/'>Yosemite National Park</a>, <a href='http://homoradix.wordpress.com/tag/yosemite-valley/'>Yosemite Valley</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/homoradix.wordpress.com/5342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/homoradix.wordpress.com/5342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/homoradix.wordpress.com/5342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/homoradix.wordpress.com/5342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/homoradix.wordpress.com/5342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/homoradix.wordpress.com/5342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/homoradix.wordpress.com/5342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/homoradix.wordpress.com/5342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/homoradix.wordpress.com/5342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/homoradix.wordpress.com/5342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/homoradix.wordpress.com/5342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/homoradix.wordpress.com/5342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/homoradix.wordpress.com/5342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/homoradix.wordpress.com/5342/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5342&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Inizia la collaborazione con il blog di Comunità Provvisorie</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 10:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>civrafottiti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima puntata &#8211; il larie millenario di Morgex in Valle d&#8217;Aosta Inizia una collaborazione di Tiziano Fratus con il blog della paesologia Comunità Provvisorie, nate dalla ricerca e dalle idee di Franco Arminio. Ecco il primo appunto dedicato all&#8217;albero più vetusto del panorama valdostano, il larice europeo di Morgex, a quasi duemila metri di altitudine. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5309&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://homoradix.files.wordpress.com/2012/01/homoradix_2012_valledaosta_morgex.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5310" title="Homo Radix serie 2012, Tiziano Fratus x Comunità Provvisorie - Il larice millenario di Morgex, Valle d'Aosta" src="http://homoradix.files.wordpress.com/2012/01/homoradix_2012_valledaosta_morgex.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Prima puntata &#8211; il larie millenario di Morgex in Valle d&#8217;Aosta</strong></span></p>
<p>Inizia una collaborazione di Tiziano Fratus con il blog della paesologia <strong>Comunità Provvisorie</strong>, nate dalla ricerca e dalle idee di <strong>Franco Arminio</strong>.</p>
<p>Ecco il primo appunto dedicato all&#8217;albero più vetusto del panorama valdostano, il larice europeo di Morgex, a quasi duemila metri di altitudine.</p>
<p><span style="color:#008000;"><a href="http://comunitaprovvisorie.wordpress.com/2012/01/09/homo-radix-2012/"><span style="color:#008000;">http://comunitaprovvisorie.wordpress.com/2012/01/09/homo-radix-2012/</span></a></span></p>
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			<media:title type="html">civrafottiti</media:title>
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			<media:title type="html">Homo Radix serie 2012, Tiziano Fratus x Comunità Provvisorie - Il larice millenario di Morgex, Valle d&#039;Aosta</media:title>
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		<title>La sequoia di Rivoli</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 08:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>civrafottiti</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALBEROGRAFIE E MOVIMENTI RADICALI]]></category>
		<category><![CDATA[GIONA DELLE SEQUOIE]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel parco del Collegio San Giuseppe Così come non si crede che l&#8217;Italia sia un paese costellato di sequoie, nemmeno ci si aspetta di trovarne a Torino e nel torinese. Invece ve ne sono alcune. Due stanno a Torino, nel parco di Villa Genero, in collina, due Sequoie sempervirens, la più alta circa 30 metri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5283&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><span style="color:#008000;"><strong>Nel parco del Collegio San Giuseppe</strong></span></p>
<p>Così come non si crede che l&#8217;Italia sia un paese costellato di sequoie, nemmeno ci si aspetta di trovarne a Torino e nel torinese. Invece ve ne sono alcune. Due stanno a Torino, nel parco di Villa Genero, in collina, due <em>Sequoie sempervirens</em>, la più alta circa 30 metri e una circonferenza del tronco fra i 4 e i 5 metri a petto d&#8217;uomo.</p>
<p>Nei parchi e nelle aree verdi della provincia ho individuate alcune <em>Sequoiadendron giganteum</em>: una in Piazza Marconi, a Pinerolo, messa a dimora nel 1961, 16 m di altezza per tre di circonferenza del tronco, due secolari a Luserna San Giovanni, una in un giardino privato a Osasco, ed una ben maggiore e probabilmente secolare che si incontra a Rivoli. Quest&#8217;ultima l’ho vista per caso, percorrendo il tratto finale di Corso Francia, al n°15, poche centinaia di metri prima di arrivare nel centro della cittadina. Ho notato una chioma familiare spuntare in un’area verde che non avevo nemmeno mai notato. Ho parcheggiato e raggiunto un viale pedonale a tre percorsi, un camion è parcheggiato all’ingresso, alcuni giardinieri del comune stanno facendo pulizia. Il mio occhio in effetti non mi aveva tradito, di fatti svetta nei giardini laterali alla sinistra del viale alberato a platani, una bella chioma sui 24/25 metri di altezza, alla base si nota un tronco rossastro. Mi sono avvicinato. Il tronco è bello dritto, leggermente piramidale ma comunque non male. E’ un albero che ha un’età interessante. Non è tanto più piccola della sequoia che ho visto nel Veneto, in Lombardia o a Longarone. L’ho misurata e infatti mi risultano 538 cm a petto d’uomo. La corteccia non presenta ferite o cavità, la chioma dalla cima arriva a circa un metro da terra. Superati i sedici metri il tronco si biforca in due branche che corrono parallele.</p>
<p>Devo ammettere che sono molto sorpreso di incontrare una sequoia in questa area. Raccolgo alcune informazioni su questo luogo. Senza che me ne fossi accorto sono entrato in una proprietà privata, benone… Collegio San Giuseppe, l’edificio è stato costruito nel primo quarto del XIX secolo, nel 1874 passa nelle mani del Principe Eugenio di Savoia, che fa ingrandire la villa e sistemare il parco, e quindi gli alberi maggiori che qui vedo potrebbero risalire a quell’epoca. Oltre a questa sequoia noto calocedri e abeti. Forse anche il viale di platani è stato messo a dimora allora, sebbene mi sembrino piccoli per essere alberi secolari. Nel 1919 la proprietà passai ai padri giuseppini. Attualmente vi ha sede un istituto scolastico privato. <strong></strong></p>
<p>La maggiore sequoia gigante della provincia di Torino si trova in Val Pellice, a Torre Pellice, lungo viale Dante, un gigante di oltre nove metri di circonferenza del tronco e di cui ho parlato già in <span style="color:#008000;"><em>Le bocche di legno. Guida arborea del Piemonte</em></span>.<strong><br />
</strong></p>
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			<media:title type="html">civrafottiti</media:title>
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		<title>Codice etico del cercatore di alberi</title>
		<link>http://homoradix.wordpress.com/2011/12/23/codice-etico-del-cercatore-di-alberi/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 19:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>civrafottiti</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALBEROGRAFIE E MOVIMENTI RADICALI]]></category>
		<category><![CDATA[HOMO RADIX]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni cercatore di alberi è un uomo o una donna che ritorna allo stato selvatico Ogni cercatore di alberi è un uomo o una donna che ritorna allo stato selvatico. Abbandona (e con un certo grado di gioia) la società, i suoi limiti, le sue ricerche invasive. Si cala nel paesaggio naturalistico e dimentica di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5198&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://homoradix.files.wordpress.com/2011/12/mallare_inverno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5199" title="Un cercatore di alberi lungo i sentieri che attraversano le faggete dell'appennino ligure" src="http://homoradix.files.wordpress.com/2011/12/mallare_inverno.jpg" alt="" width="600" height="800" /></a></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Ogni cercatore di alberi è un uomo o una donna che ritorna allo stato selvatico</strong></span></p>
<p>Ogni cercatore di alberi è un uomo o una donna che ritorna allo stato selvatico.<br />
Abbandona (e con un certo grado di gioia) la società, i suoi limiti, le sue ricerche invasive.<br />
Si cala nel paesaggio naturalistico e dimentica di essere un uomo civilizzato per tornare a fare in parte quello che facevano i nostri antichi avi.<br />
Il cercatore di alberi non chiede permesso, attraversa il paesaggio per poter respirare come un uomo libero.<br />
Ma al contempo ha il massimo, assoluto rispetto per tutto ciò che non gli appartiene e che si trova a sfiorare.<br />
Non porta via alcunché, non incide negativamente, non spacca, non brucia, non sale in cima agli alberi a meno che non sia un&#8217;azione che non provochi alcun danno.<br />
Se si trova nel dubbio meglio non fare.</p>
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			<media:title type="html">civrafottiti</media:title>
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			<media:title type="html">Un cercatore di alberi lungo i sentieri che attraversano le faggete dell&#039;appennino ligure</media:title>
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		<title>Le sequoie di Kerouac a Big Sur</title>
		<link>http://homoradix.wordpress.com/2011/12/21/le-sequoie-di-kerouac-a-big-sur/</link>
		<comments>http://homoradix.wordpress.com/2011/12/21/le-sequoie-di-kerouac-a-big-sur/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 05:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>civrafottiti</dc:creator>
				<category><![CDATA[GIONA DELLE SEQUOIE]]></category>

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		<description><![CDATA[Estratto da Giona delle sequoie Prima dei viaggi in nord America conoscevo le sequoie per le foto, i documentari del National Geographic, i cartoni della Walt Disney e il canto di Walt Whitman. Ma un giorno di sole, in aprile, sono approdato in quel paradiso terrestre e marino che è Big Sur. Su quel punto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5188&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://homoradix.files.wordpress.com/2011/12/bigsur_sequoia_fratus_1-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5189" title="Sequoie a Big Sur, Pfeiffer Big Sur State Park" src="http://homoradix.files.wordpress.com/2011/12/bigsur_sequoia_fratus_1-copia.jpg" alt="" width="600" height="800" /></a></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Estratto da <em>Giona delle sequoie</em></strong></span></p>
<p>Prima dei viaggi in nord America conoscevo le sequoie per le foto, i documentari del National Geographic, i cartoni della Walt Disney e il canto di Walt Whitman. Ma un giorno di sole, in aprile, sono approdato in quel paradiso terrestre e marino che è Big Sur. Su quel punto della costa californiana, lungo la Highway 1 che conduce da Santa Monica, a nord di Los Angeles, alla penisola e alla baia di Monterey e su fino San Francisco, imboccai il sentiero per il parco statale Pfeiffer: al di là dell’iperbole e delle esagerazioni che ogni essere umano tende ad attribuire a tutto ciò che gli o le cambia la vita, posso affermare che lì, ai piedi di quei tronchi monumentali sono rinato. Una nuova forma di esistenza. Una pagina che ho scovato sul diario pasticciatissimo che scrissi durante quel viaggio lo testimonia, orario e scritta, tutta in maiuscolo:</p>
<p align="center">H. 10.35 RINASCO</p>
<p>Un muro d’ombra e materia scura pulsa tagliando il mondo in due. Sono le proporzioni che ti rendono non credibile, difficilmente credibile, l’esistenza improvvisa di questi Mammut vegetali (in tedesco li chiamano ancora Mammuthbäume). Giona si avvicina, la corteccia scura come la notte, un sangue rappreso di cuore, arterioso, e poi le altezze… senza confine. Gli occhi non ci arrivano, in cima. E’ sconfortato da tanto gigantismo, dal silenzio millenario costruito particella su particella, centimetro dopo centimetro. Tronchi di nove-dieci metri di circonferenza che corrono su senza suggerire minimamente alcuna “ridimensione”. Girovagando nello stralunamento più completo sono arrivato alla base di un albero circondato da una staccionata, l’unico del parco, noto come Colonial Tree, una <em>Sequoia sempervirens</em> di 27 piedi (820 cm) di circonferenza, età stimata 1100-1200 anni. Un fulmine lo ha colpito e quindi non cresce alto come altri esemplari che a Big Sur superano i sessanta metri di altezza.</p>
<p>A Big Sur ci si viene, da europei, grazie ai due romanzi che vi sono stati scritti, uno da Jack Kerouac e l’altro da Henry Miller, che qui hanno vissuto e rivitalizzato la propria esistenza. In Italia ce lo si augura, tutt’oggi, di poter scovare un posto del genere, se volete “hippy”, considerando quello che questo termine di cinque lettere ha significato nel solco della cultura e della società statunitense. Big Sur è una cittadina costiera rimasta la stessa per oltre mezzo secolo, si entra nel cuore selvaggio degli States, in questo parco con tanto di capanna dello zio Tom, gadget alla Yellowstone. In una negozietto Giona compra un orologio da tasca, con la camicia in ferro e la costa di Big Sur incisa. E pochi giorni fa, mentre scrivevo il resoconto di uno dei viaggi fatti alla ricerca delle sequoie d’Italia, mi sono accorto di averlo, l’orologio, sulla scrivania, dopo mesi e mesi di coltivazione della polvere. L’ho aperto. Il quadrante bianco, rotondo, i numeri romani, e l’ora esatta, le sei e un quarto. Funziona davvero. Non ci avrei mai scommesso&#8230; d’altro canto costava poco. Per comprarlo quel Giona là ha speso una delle ultime banconote che erano rimaste dopo un mese di viaggio costa a costa – coast to coast – affondando i denti e i sensi nel grande paese nord americano. Ora è qui, in questo villaggio costruito sopra il letto di un torrente che scende dalle Prealpi, e vi rivedo lo scorcio di costa riprodotta fra scritte in maiuscolo, BIG SUR e CALIFORNIA; lo vedo colorarsi, lo vedo riempirsi di vento, e fischiare, i gabbiani che circuitano sopra le acque che in primavera ospitano le balena, le balene che non ho mai amato, che Giona non ha mai amato, e poi plano sopra la foresta di sequoie, i Redwoods. Il nome di questi alberi è un tributo ad un indiano di nome Sequoyah, con l’h che si è smarrita lungo il sentiero che si snoda fra l’ossigeno del respiro e l’inchiostro sulla carta, la i che ha perso le ramificazioni e le radici, un uomo che ha cucito insieme l’alfabeto poi usato dai membri della tribù dei Cherokee.</p>
<p>In un libro sulla storia naturale di Big Sur che ho comprato in un altro piccolo negozio del centro, ritrovo una cartolina di legno, “<em>Aromatic Cedar Postcard</em>” e di fatti poggio il naso e sento un intenso odore di cedro. Non è soltanto un cimelio, è un cartolina che può essere normalmente affrancata e spedita. Cosa non s’inventano gli americani…</p>
<p>Ritrovo il <em>Big Sur</em> di Kerouac in lingua originale che ho comprato al Big Sur Lodge, un negozietto, pagandolo dollari americani quindici. Un Penguin tascabile. Apro e salta fuori una cartolina che non ricordavo di aver comprato, dedicato ai Giant Redwoods. Kerouac cita le sequoie in moltissimi suoi lavori: ad esempio <em>Big Sur</em> («mostruose radici di sequoia che affondano in tutto il creato»), <em>Un mondo battuto dal vento / Windblown World</em> («Alte e maestose sequoie vestite di neve, gocciolano, piegate in avanti, fisse, serrate, sottili, potate, un’orchestra nelle neve»), <em>L’ultimo vagabondo americano / Lonesome Traveler</em> («per poi proseguire verso Lomita Park al chilometro 19 e 4 dove ci sono i delicati alberi del pendolare e le sequoie strepitano e parlano di te»), <em>Il libro degli Haiku / Book of Haikus</em> («Un enorme nodo nella / Sequoia / Simile al volto di Giove»). Questo viaggio e questo libro erano proprio nel mio destino. Talvolta, i miracoli, accadono.</p>
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			<media:title type="html">Sequoie a Big Sur, Pfeiffer Big Sur State Park</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Homo Radix a Milano</title>
		<link>http://homoradix.wordpress.com/2011/12/15/homo-radix-a-milano/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 12:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>civrafottiti</dc:creator>
				<category><![CDATA[HOMO RADIX]]></category>
		<category><![CDATA[ITINERARI]]></category>
		<category><![CDATA[PRESENTAZIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontro alla Libreria 6 Rosso venerdì 16 dicembre 2011 Alle ore 18.30 inizia l&#8217;incontro con Tiziano Fratus, nell&#8217;ambito di una serie di incontri coordinati da Patrizia Gioia di Spazio Studio. Sarà presentata la seconda e nuova edizione di Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi, il Calendario 2012 dedicato agli alberi monumentali d&#8217;Italia, i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5157&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://homoradix.files.wordpress.com/2011/12/pres_milano_16dic2011_redux.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5158" title="Presentazione a Milano" src="http://homoradix.files.wordpress.com/2011/12/pres_milano_16dic2011_redux.jpg" alt="" width="600" height="848" /></a></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Incontro alla Libreria 6 Rosso venerdì 16 dicembre 2011</strong></span></p>
<p>Alle ore 18.30 inizia l&#8217;incontro con <strong>Tiziano Fratus</strong>, nell&#8217;ambito di una serie di incontri coordinati da <strong>Patrizia Gioia</strong> di Spazio Studio.</p>
<p>Sarà presentata la seconda e nuova edizione di <span style="color:#008000;"><em>Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi</em></span>, il <span style="color:#008000;"><em>Calendario 2012</em></span> dedicato agli alberi monumentali d&#8217;Italia, i taccuini, le passeggiate e gli itinerari per cercatori di alberi<em>.</em></p>
<p>La libreria si trova in Via Albertini angolo Via Sarpi.</p>
<p>Per prenotazione e informazioni: 02 34.59.37.51.</p>
<p>Si consigliano le uscite della metropolitana Moscava e Garibaldi.</p>
<br />Filed under: <a href='http://homoradix.wordpress.com/category/homo-radix/'>HOMO RADIX</a>, <a href='http://homoradix.wordpress.com/category/itinerari/'>ITINERARI</a>, <a href='http://homoradix.wordpress.com/category/presentazioni/'>PRESENTAZIONI</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/homoradix.wordpress.com/5157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/homoradix.wordpress.com/5157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/homoradix.wordpress.com/5157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/homoradix.wordpress.com/5157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/homoradix.wordpress.com/5157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/homoradix.wordpress.com/5157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/homoradix.wordpress.com/5157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/homoradix.wordpress.com/5157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/homoradix.wordpress.com/5157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/homoradix.wordpress.com/5157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/homoradix.wordpress.com/5157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/homoradix.wordpress.com/5157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/homoradix.wordpress.com/5157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/homoradix.wordpress.com/5157/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5157&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">civrafottiti</media:title>
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			<media:title type="html">Presentazione a Milano</media:title>
		</media:content>
	</item>
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		<title>I cinque più grandi Ficus macrophylla d&#8217;Italia (Palermo, Sanremo, Messina)</title>
		<link>http://homoradix.wordpress.com/2011/12/14/i-cinque-piu-grandi-ficus-macrophylla-ditalia/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 17:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>civrafottiti</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALBEROGRAFIE E MOVIMENTI RADICALI]]></category>
		<category><![CDATA[HOMO RADIX]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero l&#8217;albero più grande d&#8217;Europa Ne ho già parlato più volte e in più libri, i grandi Ficus macrophylla di Palermo sono fra i più celebrati monumenti verdi del continente. Se da un lato il patriarca ospite all&#8217;Orto botanico è stato messo a dimora nel 1845, e oggi la sua chioma occupa una superficie pari [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5144&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://homoradix.wordpress.com/2011/12/14/i-cinque-piu-grandi-ficus-macrophylla-ditalia/#gallery-2-slideshow">Clicca per vedere la presentazione.</a>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Ovvero l&#8217;albero più grande d&#8217;Europa</strong></span></p>
<p>Ne ho già parlato più volte e in più libri, i grandi <em>Ficus macrophylla</em> di Palermo sono fra i più celebrati monumenti verdi del continente. Se da un lato il patriarca ospite all&#8217;Orto botanico è stato messo a dimora nel 1845, e oggi la sua chioma occupa una superficie pari a ben 1200 metri quadri, uno dei suoi figli domina la scena nei giardini di Villa Garibaldi a Piazza Marina, raggiunge i venticinque metri di altezza ed è, secondo l&#8217;Accademia dei Georgofili, l&#8217;albero più grande d&#8217;Europa. La chioma ha una massa che supera i diecimila metri cubi.</p>
<p>A questi due giganti di origine australiana, se ne sono aggiunti moltissimi, decine e decine di grande dimensione in tutti i parchi di Palermo e nelle principali città della Sicilia, quali Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Trapani, Monreale, Marsala, nonchè nel suggestivo parco del Castello di Donnafugata, ragusano, dove è in parte ambientato <em>Il Gattopardo</em> e dove sono state girate diverse scene del <em>Commissario Montalbano</em>.</p>
<p>In uno dei libri che pubblicherò nel corso del 2012, dedicato alla presenza del <em>Ficus macrophylla</em> nel paesaggio italiano, parlerò dei ficus presenti in altre regioni, prevalentemente nelle città di Reggio Calabria, Napoli, Cagliari e della ricca distribuzione nel ponente ligure, fra Capo Mortola e Sanremo (vedi anche <span style="color:#008000;"><em>Itinerari dei Ficus della Baia di Moreton a Sanremo e Bordighera</em></span> che ho scritto a quattro mani con Marco Macchi).</p>
<p>Confrontando questi dati con diverse pubblicazioni (fra cui la <em>Guida all&#8217;orto botanico di Palermo</em> di F. M. Raimondo, Pietro Mazzola e Andrea di Martino), testimonianze, il lavoro dello scrittore Giuseppe Barbera, nonché i dati forniti da una preziosissima tesi di laurea dell&#8217;Università degli Studi di Palermo, firmata da Giorgia Aquila e seguita dai relatori Francesco Maria Raimondo e Manlio Speciale, <em>Le specie del genere Ficus (Moraceae) nelle piazze e nei giardini siciliani</em>, ho potuto finalmente definire un elenco dei cinque più grandi ficus oggi presenti in Italia.</p>
<p>1) Ficus di Piazza Marina, Palermo</p>
<p>Ho due dati discordanti: 25 metri di altezza per 20 metri di circonferenza dei tronchi, ovvero 22 metri di altezza per 18 metri di circonferenza. Resta comunque il dato più straordinario: la massa della chioma pari a 10000 metri cubi. E&#8217; stato messo a dimora nel 1863 ed è infatti stato celebrato, quest&#8217;anno, come albero dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Nello stesso giardino ci sono altri due ficus, di cui uno, quello presente al centro, vicino alla fontana, spettacolare seppure potato rudemente, e molto frequentato dai bambini che vi si arrampicano.</p>
<p>2) Ficus dell&#8217;Orto botanico, Palermo</p>
<p>Un&#8217;intricata galleria di radici fulcranti, un&#8217;area incredibilmente vasta occupata dalle radici tabulari. Uno spettacolo della natura. L&#8217;ampiezza della distribuzione a terra dei tronchi e delle radici è superiore a qualla dell&#8217;esemplare precedente che però s&#8217;è sviluppato in altezza e in ampiezza di chioma. Una delle &#8220;vie&#8221; di sviluppo dell&#8217;albero sta procedendo in direzione degli edifici d&#8217;ingresso dell&#8217;orto, con una branca sostenuta da sette radici fulcranti che si sono fatte colonna. E&#8217; un albero che si resta a studiare, a lungo.</p>
<p>3) Parco di Villa d&#8217;Aci-d&#8217;Orleans, Palermo</p>
<p>Misurazioni ufficiali: altezza 15 m, circonferenza del tronco a petto d&#8217;uomo 15 m e 30 cm. Nel medesimo sito sono presenti altri dieci ficus, di cui uno di 12 m di circonferenze a altri sei fra i 7 e i 10 m. Messi a dimora nella seconda metà dell&#8217;Ottocento, probabilmente da parte del Pincipe D&#8217;Aumale, quartogenito del re, appassionato agricoltore.</p>
<p>4) Parco di Villa Zirio, Sanremo</p>
<p>Sanremo è, dopo Palermo, la città con la maggiore concentrazione di <em>Ficus macrophylla</em> del paese. Due sono di grande dimensione, uno accanto all&#8217;edificio della villa storica Ormond, l&#8217;altro nel piccolo parco botanico di Villa Zirio. La loro conformazione è completamente distinta. Il più grande per circonferenza del tronco è l&#8217;esemplare di Villa Zirio: 15 m a petto d&#8217;uomo. E&#8217; stato messo a dimora intorno al 1880 su progetto di Ludwig Winter, già giardiniere e reposnsabile dei Giardini Botanici Hanbury.</p>
<p>5) Parco di Villa Giuseppe Mazzini, Messina</p>
<p>14 m e mezzo di circonferenza del tronco per diciassette metri di altezza. Esemplare secolare che a due metri e sessanta da terra si divide in sette branche primarie e 18 secondarie. Disegnata dall&#8217;architetto svizzero Enrico Fehr (che progettò anche la Villa Comunale Carlo Ruggiero di Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, dotata di uno splendido parco botanico e dove sono presenti alcuni esemplari di <em>Sequoia sempervirens</em>). Originariamente si chiamava &#8220;La Flora&#8221;, cambiò nome nel 1872 dopo la  morte del patriota italiano. Nel parco sono segnalati tre ficus.</p>
<br />Filed under: <a href='http://homoradix.wordpress.com/category/alberografie-e-movimenti-radicali/'>ALBEROGRAFIE E MOVIMENTI RADICALI</a>, <a href='http://homoradix.wordpress.com/category/homo-radix/'>HOMO RADIX</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/homoradix.wordpress.com/5144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/homoradix.wordpress.com/5144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/homoradix.wordpress.com/5144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/homoradix.wordpress.com/5144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/homoradix.wordpress.com/5144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/homoradix.wordpress.com/5144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/homoradix.wordpress.com/5144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/homoradix.wordpress.com/5144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/homoradix.wordpress.com/5144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/homoradix.wordpress.com/5144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/homoradix.wordpress.com/5144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/homoradix.wordpress.com/5144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/homoradix.wordpress.com/5144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/homoradix.wordpress.com/5144/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5144&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">civrafottiti</media:title>
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		<title>Foto dal laboratorio del Museo del Po a Revello</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 08:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>civrafottiti</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDUCAZIONE AMBIENTALE]]></category>

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		<description><![CDATA[S&#8217;è svolto il primo laboratorio con i bambini e le famiglie Insieme a Stefano Delmastro e Francesca Ferrua di LiberLab, all&#8217;illustratrice Ilaria Pigaglio e all&#8217;uomo radice Tiziano Fratus s&#8217;è svolto il primo laboratorio al Museo del Po nel comune di Revello (CN). Prossimo appuntamento: domenica 18 dicembre 2011, ore 14.30 &#8211; Oratorio Don Bosco, Saluzzo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5134&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://homoradix.wordpress.com/2011/12/14/foto-dal-laboratorio-del-museo-del-po-a-revello/#gallery-3-slideshow">Clicca per vedere la presentazione.</a>
<p><span style="color:#008000;"><strong>S&#8217;è svolto il primo laboratorio con i bambini e le famiglie</strong></span></p>
<p>Insieme a Stefano Delmastro e Francesca Ferrua di LiberLab, all&#8217;illustratrice Ilaria Pigaglio e all&#8217;uomo radice Tiziano Fratus s&#8217;è svolto il primo laboratorio al Museo del Po nel comune di Revello (CN).</p>
<p>Prossimo appuntamento: domenica 18 dicembre 2011, ore 14.30 &#8211; Oratorio Don Bosco, Saluzzo (CN).</p>
<br />Filed under: <a href='http://homoradix.wordpress.com/category/educazione-ambientale/'>EDUCAZIONE AMBIENTALE</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/homoradix.wordpress.com/5134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/homoradix.wordpress.com/5134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/homoradix.wordpress.com/5134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/homoradix.wordpress.com/5134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/homoradix.wordpress.com/5134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/homoradix.wordpress.com/5134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/homoradix.wordpress.com/5134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/homoradix.wordpress.com/5134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/homoradix.wordpress.com/5134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/homoradix.wordpress.com/5134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/homoradix.wordpress.com/5134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/homoradix.wordpress.com/5134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/homoradix.wordpress.com/5134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/homoradix.wordpress.com/5134/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5134&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">civrafottiti</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Voce di Jeroen Philippona</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 12:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>civrafottiti</dc:creator>
				<category><![CDATA[CONVERSAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[GIONA DELLE SEQUOIE]]></category>

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		<description><![CDATA[Jeroen Philippona è nato nel 1955 nella città di Harleem. Suo padre è un grande appassionato della natura e portava spesso i figli e la moglie a fare scampagnate, a osservare uccelli, animali e alberi. Ha studiato per diventare insegnante di biologia e geografia lavorando per diversi anni in un istituto di ricerca per l’ecologia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=homoradix.wordpress.com&amp;blog=16019260&amp;post=5129&amp;subd=homoradix&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://homoradix.files.wordpress.com/2011/12/jeroen_sequoia.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-5130" title="Jeroen Philippona in Galles, accanto ad una sequoia gigante" src="http://homoradix.files.wordpress.com/2011/12/jeroen_sequoia.gif" alt="" width="600" height="600" /></a></p>
<p>Jeroen Philippona è nato nel 1955 nella città di Harleem. Suo padre è un grande appassionato della natura e portava spesso i figli e la moglie a fare scampagnate, a osservare uccelli, animali e alberi. Ha studiato per diventare insegnante di biologia e geografia lavorando per diversi anni in un istituto di ricerca per l’ecologia e la natura. Ha poi lasciato questo lavoro per svolgere lavori di utilità sociale e da dieci anni si occupa di tutela e conservazione degli alberi per l’ente olandese Bomenstichting.   <em></em></p>
<p><em>Quando ha iniziato a interessarsi di grandi alberi?</em></p>
<p>Già a dieci anni, nel 1965. Vidi una grande quercia solitaria in Germania: mi impressionò tantissimo. Fa parte del mio amore per la natura, che ho ricevuto in eredità da mio padre che era (ed è) un bird watcher, un osservatore di uccelli, portava la nostra famiglia spesso in mezzo alla natura. Da allora ho iniziato a disegnare gli alberi. Successivamente ho studiato per diventare un insegnate di biologia e ho svolto alcune ricerche su foreste ed ecologia.<em></em></p>
<p><em>Vive e opera in Olanda. Avete molti alberi monumentali?</em> <em>A che punto è la tutela dei grandi alberi?</em></p>
<p>Nel 1970 venne fondata in Olanda la Fondazione per l’Albero, la Bomenstichting. Al tempo gli alberi non erano tutelati. La fondazione ha inaugurato un registro degli alberi monumentali, in cui si sono annoverati tutti i grandi e i vecchi alberi, i viali e i sentieri, i parchi monumentali e le concentrazioni arboree. Molti volontari hanno partecipato all’inventario nel corso degli anni Ottanta. Tale registro non ha portato ad una protezione ufficiale determinata da una legge. Infatti il governo nazionale non intende tutelare gli alberi a livello statale. Si sostiene che la protezione può essere assicurata ad un livello regionale. In questo modo diverse comunità locali hanno assicurato una tutela per gli alberi e specialmente per i monumentali e gli alberi di pregio. Ovviamente col ricambio della politica tutto questo può mutare. Nel corso degli ultimi dieci anni le amministrazioni hanno indebolito i regolamenti e in alcune comunità la tutela è ora peggiore rispetto a quindici anni orsono. Gruppi locali stanno difendendo gli alberi e la natura contro le amministrazioni e le compagnie che vogliono edificare o mutare l’assetto delle strade. Inoltre la Bomenstichting ha problemi di ordine finanziario. Gestisce otto operatori professionali, ma hanno dovuto smettere di lavorare; dal 2012 la Fondazione sarà un istituto per volontari. Attualmente in Olanda è attiva un’ala di destra nel parlamento che non intende proteggere la natura e gli alberi. Comparato ad altri paesi in Europa l’Olanda è un piccolo paese. La gran parte del territroio è grande quanto l’area del Po in Italia. Abbiamo grandi e vecchi alberi, ma non come in molti altri paesi. I nostri più grandi alberi sono più piccoli rispetto a quanto esiste in Germania, Polonia, Inghilterra e Francia. Si contano circa duecento alberi registrati con una circonferenza del tronco a petto d’uomo superiore ai sei metri. Giusto per fare un confronto: in Inghilterra ce ne sono almeno cinquemila.  <em></em></p>
<p><em>Lei segue lo sviluppo delle sequoie nel suo paese. Ce ne può parlare? Quali sono le più grandi e le più annose?</em></p>
<p>Ci sono diverse <em>Sequoia sempervirens</em> nei Paesi Bassi, la maggior parte è piccola, poche superano i venti metri di altezza e hanno una circonferenza del tronco superiore ai tre metri. Ne conosco soltanto una superiore ai trenta metri. E’ molto diverso rispetto al Regno Unito e alla Germania. Invece abbiamo molte <em>Sequoiadendron giganteum</em>. Le più grandi sono segnalate sul sito di Tim Bekaert, Monumental Trees:<br />
<span style="color:#008000;"><a href="http://www.monumentaltrees.com/nl/bomen/mammoetboom/benelux/"><span style="color:#008000;">www.monumentaltrees.com/nl/bomen/mammoetboom/benelux/</span></a></span><br />
Si possono vedere gli elenchi di sequoie giganti paese per paese:<br />
Nel mondo: <span style="color:#008000;"><a href="http://www.monumentaltrees.com/en/world-giantsequoia/"><span style="color:#008000;">www.monumentaltrees.com/en/world-giantsequoia/</span></a></span><br />
Olanda: <span style="color:#008000;"><a href="http://www.monumentaltrees.com/en/nld-giantsequoia/"><span style="color:#008000;">www.monumentaltrees.com/en/nld-giantsequoia/</span></a></span><br />
Belgio: <span style="color:#008000;"><a href="http://www.monumentaltrees.com/en/bel-giantsequoia/"><span style="color:#008000;">www.monumentaltrees.com/en/bel-giantsequoia/</span></a></span><br />
Francia: <span style="color:#008000;"><a href="http://www.monumentaltrees.com/en/fra-giantsequoia/"><span style="color:#008000;">www.monumentaltrees.com/en/fra-giantsequoia/</span></a></span><br />
Ho visitato e misurato la gran parte delle sequoia presenti in Belgio e Olanda. Le più grandi e anziane si trovano nella parte occidentale e meridionale del paese, nelle province di Overijssel, Gelderland e Limburg.<br />
Le più grandi per circonferenza del tronco si trovano nel villaggio di Brummen, nel Gelderland, entrambe con una misura di 820 cm a petto d’uomo e 33 metri di altezza. Sono state messe a dimora nel 1876 e nel 1880. Le più vecchie sono, probabilmente, le due dell’Arboreto Schovenhorst a Putten, sempre nel Gelderland e sono state piantate intorno al 1860. La più alta sta a Beekbergen, vicino Apeldoorn e ha un’altezza di 41,5 metri. Le <em>Sequoiadendron</em> si trovano abbastanza bene in Olanda, sebbene non abbiano una crescita ottimale: si sviluppano lentamente rispetto al Regno Unito, la Scozia, il Galles, alcune aree dell’Inghilterra. Le piogge sono troppo frequenti. E in molti territori il suolo non è quello ottimale. Nel Belgio le condizioni sono migliori ed infatti crescono maggiormente. Inoltre in Olanda diverse sequoie sono state compite dai fulmini e hanno perso la cima.<em></em></p>
<p><em>Nel suo sito internet (<span style="color:#008000;"><a href="http://www.bomeninfo.nl/"><span style="color:#008000;">www.bomeninfo.nl</span></a></span>) ci sono pagine dedicate a parchi, giardini e alberi in Inghilterra, Francia, Belgio, Germania, Svizzera, Svezia, Norvegia, Polonia, Repubblica Ceca. C’è un posto davvero speciale per lei? O un paese che l’ha impressionata particolarmente?</em></p>
<p>Esistono molti posti speciali per me. Uno è Ivenack a Mecklenburg Vorpommern, nel nord ovest della Germania. Vi sono molte vecchie querce, compresa la più grande del paese che è anche la più ampia (per volume) del continente. La prima volta che l’ho visitato insieme a mio padre nel maggio del ’95 ne rimasi impressionato. Speciale è il Parco di Fredville a Nonington, nel Kent, Inghilterra, dove si trova l’immensa quercia chiamata Majesty (Maestà). Un terzo luogo è il castello di Croft nell’Herefordshire, sempre in Inghilterra, dove si trovano roveri monumentali e un viale di enormi castagni. Anche il Castello di Powis, vicino Welshpool, nel Galles, è strabiliante! Un posto magico è il Parco Nazionale di Bialowiezak, la più grande foresta antica di pianura d’Europa. Quest’anno, insieme ad alcuni appassionati, ho camminato molto in questa foresta selvaggia e sono rimasto colpito dalle caratteristiche naturalistiche e dai begli alberi. Il paese che mi ha più colpito è il Regno Unito, dove ci sono molti luoghi con alberi annosi, meglio conservati che altrove. Adoro le antiche proprietà con castelli e ampi parchi e molti alberi di dimensione monumentale, vecchie querce e castagni.<em></em></p>
<p><em>Dialogando con altri cercatori di alberi in Europa ho notato che l’Italia spesso non viene considerato un paese attrattivo, con mia grande sorpresa. Per quale ragione secondo lei?</em></p>
<p>L’Italia è conosciuta per la cultura, il cibo e il vino piuttosto che per gli alberi. Ad esempio, quando visitai la Toscana, Firenze, Siena, San Giminiano e altre piccole località, andai a vedere chiese, musei, vecchi palazzi. A San Giminiano ho visto un bell’esemplare di bagolaro (<em>Celtis australis</em>), ma nella campagna non ho incontrato alberi notevoli. Credo che la ragione risieda nella lingua: gente del Nord Europa non capisce testi in italiano. Mi pare che in Italia, come in Francia, la terra sia utilizzata per produrre cibo e legna e altro ancora. Ma so che ci sono vecchi castagni sulle montagne e sequoie nei parchi ma al di fuori dell’Italia non abbiamo molte notizie al riguardo. Ho un libro dedicato agli alberi italiani, <em>Grandi Alberi d&#8217;Italia</em> di Claudio Cagnoni. Non esistono libri di facile reperibilità e sistematicamente documentati come accade sugli alberi di Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Belgio e Olanda. Anche il sito del Corpo Forestale dello State non offre particolari informazioni.</p>
<p>[Foto d’apertura: <em>Philippona in compagnia della sequoia gigante di Llangattock nel Galles</em>: 39,5 metri di altezza, tronco di 11,6 metri di circonferenza a petto d’uomo e 21,5 metri alla base.]</p>
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